
IL
RITORNO DEL CRISTO
(o
ritorno del Maestro)
Oggi c'è una crescente aspettativa riguardo
al ritorno dell'"Istruttore del Mondo", Colui Che viene, Che ritornerà a guidare
l'umanità verso una Nuova Era e una coscienza più elevata. Alcuni, inoltre,
sostengono che il Cristo è già ritornato in forma fisica ed è stato "visto" in
numerose parti del mondo. Tuttavia l'insegnamento dato dal Maestro Tibetano, nei
libri di Alice A. Bailey, ci fa capire che è l'umanità stessa che deve
innanzitutto produrre, nella coscienza e negli affari mondiali, le condizioni
essenziali al ritorno fisico del Cristo. Quando la pace sarà ristabilita in una
certa misura sulla Terra, quando la condivisione sarà alla base degli affari
economici, e quando le chiese e i gruppi politici si saranno rinnovati, allora
il Cristo sarà attirato nel Suo campo di lavoro. Il Cristo sarà riconosciuto
dall'opera che svolgerà, dall'influenza che eserciterà a livello mondiale e
dalla Sua capacità di lavorare con e tramite ogni individuo e ogni gruppo
preparatisi al servizio mondiale. Il Cristo non sarà "acclamato o proclamato" né
da Sé stesso, né da alcun individuo o gruppo.
Adattamento dal III capitolo di Il ritorno del Cristo di Alice A.
Bailey.
- Nel corso dei secoli la venuta di un Avatar, l’avvento di Colui Che viene e,
in termini attuali, il ritorno del Cristo, sono stati la nota dominante
dell’attesa generale. Il ritorno del Cristo, l’Avatar, è da tempo atteso dagli
uomini di fede in entrambi gli emisferi, non solo dai Cristiani, ma anche da
coloro che attendono il Maitreya, o il Bodhisattva, o l’Iman Mahdi. Questa
dottrina dei Mediatori, dei Messia, degli Avatar, simile a un filo d’oro, la si
può riscontrare in tutte le fedi e le Scritture del mondo. Quando i tempi erano
maturi, l’invocazione delle moltitudini abbastanza intensa e la fede di coloro
che sanno abbastanza viva, allora Egli è sempre venuto e oggi non vi sarà
eccezione a quest’antica regola o legge universale.
- Questi sono gli avvenimenti che hanno valore, e non le vaghe speranze e le
promesse delle teologie. In questo momento culminante della storia l’attenzione
viene richiamata sulla presenza nel nostro pianeta di Esseri spirituali
riconosciuti, quali il Signore del Mondo (o l’Antico dei Giorni), i sette
Spiriti dinanzi al Trono di Dio, il Buddha, capo spirituale dell’Oriente, il
Cristo, capo spirituale dell’Occidente. La vaga credenza nella Loro esistenza,
le speculazioni fantastiche sulla Loro opera e il Loro interesse per l’umanità,
l’ansiosa speranza priva di profonda convinzione dei credenti (e dei non
credenti) verranno fra non molto sostituite dalla conoscenza sicura, dal
riconoscimento visivo, dai segni irrefutabili di un’azione direttiva e dalla
riorganizzazione (compiuta da uomini di insolita potenza) della vita politica,
religiosa, economica e sociale dell’umanità.
- Tutto questo non avverrà in seguito a un proclama, a un evento portentoso
che induca ad esclamare: “Eccolo! Eccolo!”, “Ecco i segni della divinità!”,
poiché non susciterebbe che antagonismo, scherno, resistenza o credulità
fanatica. Avverrà come riconoscimento di una potenza direttiva, attraverso
cambiamenti dinamici ma logici nelle vicende mondiali, e attraverso l’azione che
le moltitudini intraprenderanno dalla profondità della coscienza.
- Dio trascendente, supremo, immenso, più vasto del mondo che ha creato, è
universalmente riconosciuto ed è stato generalmente posto in rilievo; ogni
religione può dire con Shri Krishna (che parla come Dio creatore) “Avendo
pervaso l’Universo con un frammento di Me, Io rimango”. Il concetto di Dio
trascendente ha dominato per secoli il pensiero religioso di milioni di uomini
dalla mente semplice, sin da quando l’umanità cominciò ad accostarsi al divino.
- Lentamente, col graduale risveglio della coscienza, è apparsa la grande
verità parallela di Dio immanente che “pervade” di Sé tutte le forme, regola e
guida dall’interno i regni di natura, si esprime in tutti gli uomini e che,
duemila anni fa, si manifestò nel Cristo. Oggi, come risultato di questa divina
Presenza in costante sviluppo, nella mente umana sta penetrando il concetto di
“Cristo in noi, speranza di gloria” (Colossesi 1,27). La fede sempre crescente
che il Cristo è in noi, come fu nel Maestro Gesù, porterà un radicale mutamento
nelle vicende mondiali e nell’atteggiamento umano verso la vita.
- Eppure oggi il Cristo è più vicino all’umanità che in qualsiasi altro
momento della storia. E’ più vicino di quanto creda anche il discepolo che più
arde di aspirazione e di speranza, e potrà avvicinarsi ancora maggiormente, se
quanto è scritto in queste pagine verrà compreso e presentato all’attenzione del
pubblico, poiché il Cristo appartiene all’umanità, al mondo degli uomini e non
soltanto alle chiese e alle fedi religiose.
- Questo riconoscimento è basato sulla convinzione, profondamente radicata
nella coscienza umana, che un grande Istruttore, Salvatore, Rivelatore,
Legislatore o Rappresentante divino deve venire dal mondo delle realtà
spirituali in risposta alle necessità e all’invocazione degli uomini. Sempre,
nel corso dei secoli, nel momento dell’estremo bisogno, sotto nomi diversi, un
divino Figlio di Dio è venuto in risposta all’appello degli uomini. Ultimo fu il
Cristo, che apparentemente ci lasciò senza aver completato la Sua opera, né aver
realizzato la Sua visione. Durante duemila anni è sembrato che il Suo lavoro
fosse stato interrotto, frustrato e inutile, poiché la crescita delle chiese non
garantisce quei risultati spirituali cui Egli mirava. Per dimostrare il successo
della Sua missione sarebbe stato necessario qualcosa di più delle disquisizioni
teologiche e della crescita numerica delle religioni mondiali (Cristianesimo e
Buddismo inclusi). Tale successo richiedeva tre condizioni oggi esistenti: in
primo luogo, una situazione generale che a causa dell’egoismo dell’uomo si è
sfortunatamente dimostrata così disastrosa da costringere l’umanità a
riconoscere le cause della catastrofe; in secondo luogo, un risveglio spirituale
scaturito dalle profondità della coscienza umana in seguito alla guerra mondiale
(1914-1945); in terzo luogo, un grido d’invocazione, preghiera o aiuto che sale
sempre più intenso verso le elevate sorgenti dello spirito.
- L’idea del ritorno del Cristo è nota e il concetto della venuta di un Figlio
di Dio in risposta alle necessità degli uomini fa parte dell’insegnamento della
maggioranza delle religioni. Da quando il Cristo si ritrasse apparentemente
nella sfera dove i fedeli immaginano che dimori, piccoli gruppi di uomini ne
hanno di quando in quando atteso il ritorno per una certa data, ma le loro
profezie e la loro attesa sono state deluse. Egli non è venuto. Gli annunciatori
dell’avvento sono stati derisi dalle folle e criticati dai dotti. I loro occhi
non Lo hanno veduto, né vi è stata una tangibile indicazione della Sua presenza.
Oggi migliaia di uomini sanno che verrà; i piani sono già pronti, ma non
stabiliscono il giorno né l’ora, noti soltanto a due o tre Membri della
Gerarchia: “Il Figlio dell’Uomo verrà quando meno ve l’aspettate” (Matteo
24,44).
- Verità dura da accettare per i pensatori ortodossi di qualsiasi religione è
che il Cristo non può tornare, poiché è sempre stato sulla Terra, vegliando sul
destino spirituale dell’umanità. Non ci ha mai lasciati, e nel corpo fisico, al
sicuro dagli sguardi umani, sebbene non nascosto, ha guidato le attività della
Gerarchia, dei Suoi discepoli e collaboratori impegnati con Lui nel servizio
alla Terra. Egli può quindi soltanto ripresentarsi. E’ verità spirituale che chi
è passato dall’oscurità della tomba alla pienezza della vita risorta può essere
visto, ma allo stesso tempo sfuggire alla vista dei fedeli. Vedere e riconoscere
sono due cose molto diverse, e uno dei grandi riconoscimenti dell’umanità in un
prossimo futuro sarà appunto che Egli è sempre stato con noi, partecipe dei
progressi, delle caratteristiche peculiari della nostra civiltà e dei molti doni
che essa ha elargito agli uomini.
- I primi indizi del Suo ritorno, assieme ai discepoli, possono essere già
percepiti da coloro che notano e interpretano correttamente i segni dei tempi.
Uno di essi è l’unione spirituale di coloro che amano il prossimo. In realtà si
sta organizzando un esercito del Signore, esercito che non avrà altre armi se
non quelle dell’amore, della retta parola, e dei giusti rapporti umani. Dalla
fine della guerra questo organismo si è sviluppato con straordinaria rapidità,
poiché gli uomini sono stanchi di conflitti e di odio.
- I discepoli del Cristo sono già attivi, raccolti nel Nuovo Gruppo di
Servitori del Mondo, un corpo di pionieri non meno potente di quelli che hanno
sempre preceduto un grande Messaggero. La loro opera e influenza sono già
visibili e percepibili in ogni paese e nulla può distruggere ciò che hanno
compiuto. Inoltre, l’effetto spirituale e organizzativo dell’invocazione
formulata è stato sperimentato fin dal 1935, e l’energia dell’appello invocativo
da parte dell’umanità è stata diretta entro i canali che dalla Terra si elevano
verso l’Alto Luogo ove il Cristo dimora. Di là è stata trasmessa verso sfere
ancora superiori dove l’attenzione del Signore del Mondo, l’Antico dei Giorni,
il Padre di tutti, unita alle Energie creative e agli Esseri Che con Lui
dimorano può focalizzarsi sull’umanità con provvedimenti che affrettano
l’attuazione dei Propositi divini.
- Per la prima volta nella storia la richiesta dei popoli della Terra è così
potente e così in armonia con le direttive divine, nel tempo e nello spazio, che
l’esito è certo. L’atteso Messaggero dovrà venire e questa volta non più solo,
ma accompagnato da Coloro Che con la Loro vita e le Loro parole evocheranno un
riconoscimento in ogni sfera del pensiero umano. Le profezie simboliche di
questo prossimo evento, contenute in tutte le Scritture mondiali, si
dimostreranno vere, ma quel simbolismo richiederà una nuova interpretazione;
inoltre non è detto che circostanze e avvenimenti siano esattamente quelli che
le Scritture sembrano indicare. Per esempio, Egli verrà certamente “sulle nubi
del cielo” (Matteo 26,64), ma tale fatto non desta grande interesse, ora che
migliaia di uomini vanno e vengono attraverso l’aria a ogni ora del giorno e
della notte. Questa è una delle principali e più note profezie, ma ai giorni
nostri non ha in sé nulla di meraviglioso. L’importante è che il Cristo ritorni.
- Il Cristo porterà luce e, soprattutto, “vita in abbondanza”, ma fino ad
allora ne ignoreremo il vero significato. Non possiamo ancora comprendere quale
sarà la rivelazione in ciò implicita e le nuove possibilità che si apriranno
davanti a noi. Ma, per mezzo di Lui, luce e vita si avvicinano a noi, per essere
interpretate ed espresse come buona volontà e giusti rapporti. La Gerarchia si
sta preparando a questo evento. Questa volta il Cristo non verrà da solo, ma con
i Suoi collaboratori. La Sua e la Loro esperienza sarà il contrario di quella
precedente, poiché questa volta ogni occhio Lo vedrà, ogni orecchio Lo udrà e
ogni mente Lo potrà giudicare.
- Per duemila anni è stato Capo supremo della Chiesa invisibile, la Gerarchia
spirituale, composta di discepoli di tutte le fedi. Egli riconosce e ama anche
coloro che non sono cristiani e restano fedeli al fondatore della propria
religione, sia esso Buddha, Maometto o altri. A Lui non interessa la religione
cui gli uomini appartengono, se il fine è l’amore per Dio e l’umanità. Se gli
uomini attendono il Cristo che lasciò i Suoi discepoli venti secoli fa, non Lo
riconosceranno. Il Cristo non ha barriere religiose nella propria coscienza e
non Gli importa la fede che un uomo professa.
- Siamo quindi in attesa del Suo ritorno. Il Cristo è atteso universalmente e
ciò è l’antidoto della paura e dell’orrore discesi sul nostro infelice pianeta.
Oggi l’umanità guarda in due direzioni: verso la Terra devastata e i cuori
angosciati, e verso il luogo da cui il Cristo verrà e che chiamai simbolicamente
“cielo”. Poiché esistono attesa generale, uniformità di testimonianze e di
predizioni, e tutte le indicazioni del “tempo della fine”, non è ragionevole
credere che un grande evento stia per prodursi? Se in mezzo alla morte e alla
distruzione si manifestano una fede vivente (e tale fede esiste) e un ardente
zelo che, attraverso le tenebre, penetra nel centro di Luce, non è forse lecito
supporre che tale fede e zelo siano fondati su una profonda conoscenza
intuitiva? Può non essere un fatto divino che “La fede è la sostanza delle cose
sperate, l’evidenza delle cose non viste”?(Ebrei 11,1).
- Il Figlio di Dio è in cammino e non verrà da solo. La Sua avanguardia è già
presente e il Piano che deve svolgere è chiaro e già pronto. Sia nostra meta il
riconoscerlo!
Molte religioni attendono la venuta di un Avatar o Salvatore. In questo
libro il secondo avvento del Cristo come Istruttore mondiale per l'era
dell'Acquario viene presentato come un evento imminente, logico ed effettivo
nella continuità della rivelazione divina nel corso delle età. Il Cristo
appartiene a tutto il genere umano; egli può essere conosciuto e compreso come
"la medesima grande Identità" in tutte le religioni mondiali.
"In ogni età Io ritorno per trasmettere ciò che è santo, distruggere la colpa
del peccatore, ristabilire la rettitudine". Così recita il noto passaggio della
Bhagavad Gita (traduzione inglese di Prabhavananda e Isherwood), infondendo
parole di eterna speranza nel cuore dell'uomo. In questo libro, il ritorno del
Cristo viene riconosciuto come inevitabile nell'ambito della continuità della
divina rivelazione. Dio non solo non ha mai mancato di dare testimonianza di Sé,
ma in determinati periodi della storia dell'evoluzione umana la "parola di Dio",
infusa del potere della sua vita essenziale, si è manifestata nella forma con lo
scopo di stabilire i principi che dovevano essere dimostrati nel ciclo
successivo. Ci sono stati così tanti messaggeri nel corso dei secoli,
manifestatisi attraverso l'una o l'altra delle grandi religioni mondiali, o a
cui ha fatto seguito una nuova forma di religione basata sulla nuova
rivelazione. La rivelazione divina e il ritorno ricorrente di messaggeri, o
Avatar, avviene in conformità alle leggi cosmiche, quando esistono determinate
condizioni entro l'intero schema che sono influenzate da e che influenzano ogni
ambito grande e piccolo. Successivamente viene messa in movimento una serie di
eventi che infine si manifestano secondo la legge. Il ruolo che il nostro
piccolo pianeta Terra svolge in questo intricato sistema di interrelazioni
funzionanti in modo regolare, sembra essere di vitale importanza in questo
momento. Questo libro presenta i significati esoterici e planetari del ritorno
del Cristo come cause che sottostanno al servizio Acquariano che Egli rende
all'umanità. Siamo all'inizio e alla fine di un'era - l'inizio dell'era
dell'Acquario e la fine di quella dei Pesci - che segna anche un punto di svolta
importantissimo nell'evoluzione della coscienza umana dalle necessità
individuali a quelle dell'umanità nel suo insieme, dalla salvezza personale al
servizio mondiale e dal materialismo alla spiritualità. Sembra che lo stesso
Cristo debba segnare il punto culminante di questa transizione in entrambi gli
stadi, iniziale e finale, e che un principio debba essere ancorato nella
coscienza umana, principio che incarni solo l'amore o il Dio riconosciuto
nell'era dei Pesci, ma anche il nuovo potere del futuro, il "Volere" di Dio, in
cui solo il Cristo è completamente e perfettamente assorbito. L'imminenza del
ritorno del Cristo è avvertita e attesa da molti, poiché Egli appartiene a tutta
l'umanità prescindendo da dottrine o dogmi religiosi. "Colui Che tutti gli
uomini attendono" determinerà Egli stesso il modo e l'ora del Suo ritorno e il
Suo campo di attività in modo da non creare divisione religiosa, sociale o
ideologica tra gli uomini. Non solo verrà come il primo tra i Figli di Dio ma
come Capo della Gerarchia spirituale, la guida interiore del pianeta. Egli è
dunque un grande capo mondiale, che rappresenta il Regno di Dio e adempie una
precisa funzione nel mondo degli uomini.
Ritornerà per stabilire nel servizio
mondiale, attraverso precetti ed esempi, i principi sui quali un mondo unito,
interdipendente, interattivo può creare nuovi sistemi materiali e le istituzioni
spirituali per la nuova civiltà. La preparazione per il secondo avvento è
responsabilità dell'umanità; coloro che ne sono consapevoli e accettano
l'imminente ritorno del Cristo devono preparare le menti e i cuori degli uomini
a riconoscerLo e riceverLo, e creare quelle condizioni di equilibrio e
allineamento spirituale che Gli permetterà infine di venire nei nostri cuori.
Qualunque sia il messaggio o rivelazione che il Cristo incarnerà quando verrà,
qualunque sia il principio o energia che ancorerà sulla Terra ad uso degli
uomini, Egli non verrà per salvare l'umanità dalle conseguenze delle proprie
colpe ma, ancora una volta, verrà per mostrare all'umanità come salvarsi nelle
nuove condizioni e opportunità che il mondo si trova ad affrontare.
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